Delhi-Belhi

DSC_5061Foto di Sara Ottonello

Delhi-Belhi e` il nomignolo dispregiativo usato dagli indiani per gli abitanti della capitale,  indica la tendenza a trasferirsi nella citta` per poter accumulare denaro. Questo fenomeno, che oggi sta investendo l`India, sconquassandone le fondamenta, ha caratterizzato il passaggio da una societa` rurale ad una  incentrata sull`industria e/o sul terziario.     E` per questo che quando chiedi ad un indiano “What`s about Delhi?” , in risposta,  storge il naso.
Delhi rappresenta l`inconveniente dello sviluppo miracoloso, quello che arreca ricchezza e poverta` estrema in egual misura.

E cosi, la citta` piu` popolosa del mondo,con i suoi 13.782.976 abitanti (2006) pullula di mendicanti vestiti di soli stracci e coperte. Non e` che venendo in India ci si aspetti una sfilata di moda, ma non  si puo` neanche  immaginare di vedere milioni di persone accatastate per terra, sui tetti, nei pianerottoli degli alberghi ed in qualsiasi metroquadrato di superficie libera in cui e` possibile appoggiarsi e neanche, dico, sdraiarsi.

L`altro “piccolo”  inconveniente a Delhi e` la raucedine, non quella provocata da correnti o sbalzi di temperatura, ma quella derivante dalla piu` fitta coltre di monossido di carbonio mai vista al mondo, come respirare attraverso una ciminiera.

Soffiandomi il naso tre giorni dopo essere scappata dall` Urbe, espellevo ancora carbone nero…Che schifo!

Passeggiare, bere un the o stare semplicemente fermi ad osservare al margine della strada e` assolutamente impensabile a Delhi; la voglia di fumarsi una sigaretta sembra un miraggio, vorresti solo una bocchetta dell`ossigeno.

Inoltre non esistono marciapiedi, le macchine parcheggiano e si fermano ovunque, ed e` difficilissimo mantenere una direzione a piedi perche` gli ostacoli sono continui, immaginate cosa vuol dire attraversare la strada i primi giorni…tempi d`attesa 15 minuti.

L`altra avventurosa ed imprevedibile impresa e` riuscire a trovare un indirizzo, sembra la caccia al tesoro…perche` non ci sono ne  numeri civici ne i  nomi delle vie, tranne le 5 atrerie principali…e si` a Delhi si va ad indizi.

Ed infine malgrado tante parole, e` l`istinto quello che ti permette di renderti conto quando qualcosa non va, o stara` per non andare, dato che appena arrivati si e` in balia di chiunque…dal poliziotto corrotto, che e` la prima figura che ti accoglie all`aereoporto, al taxista in combutta con i tiraculi kasmiri, che venderebbero la nonna musulmana ad un macellaio leghista, agli infiniti “tracobetti” di una societa` a formicaio.


 Saverio Doccini, laureato presso l'Università di Firenze, facoltà di Scienze Politiche indirizzo Comunicazione Strategica. Attualmente studente presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa nel Master di II livello in "Gestione e controllo dell'ambiente: tecniche e tecnologie per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti". Per contatti scrivere a: save21@hotmail.it leggi tutti i miei articoli


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Commenti

ou ma che braaaaaviiiii, belli e bravi, bravi e belli…ou ma quando tornate?!
mè allegri allegri…
dovevo scrivere un commento al racconto o alla foto?!Beh, belli…tutt’e due…
Un bacio bellez…

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