Partito Democratico, frittata fatta

Nel silenzio indifferente dell’informazione e in quello provvisorio dei blogger, aderenti allo sciopero indetto contro la legge sulle intercettazioni, il Partito Democratico ha avuto il campo libero per combinarne una delle sue. Lo schieramento guidato dal buon Fransceschini non ha atteso un secondo di più. Oggi, come saprete, si è insediato il nuovo Parlamento europeo e come anticipato in un mio precedente post, il Partito Democratico ha deciso di ricorrere ad una urgente quanto sfacciata sostituzione.
Paolo De Castro, eletto al Parlamento europeo, lascia la sua poltrona di Palazzo Madama. Il suo nome compare infatti nella lista dei nuovi parlamentari della UE. Al suo posto verrà inserito quell’Alberto Tedesco il cui nominativo è già stato inserito nella nuova formazione di Palazzo Madama.
Nulla in contrario se non fosse che il buon Alberto, assessore dimissionario alle Politiche della Salute della Regione Puglia, lo scorso 6 febbraio, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Bari. Nei confronti di Tedesco e di altri quindici indagati il sostituto procuratore, Desirée Digeronimo, ipotizza il reato di associazione per delinquere e di corruzione. Le indagini della procura, tutt’ora in corso, sono relative alla fornitura di servizi e prodotti in ambito sanitario. Fra gli indagati anche Lea Cosentino, direttore generale della più grande Asl pugliese, anch’essa dimissionaria.
L’ex assessore ha chiesto ed ottenuto dal PD un salvagente per non affogare totalmente nello sterco. Il PD lo ha accontentato, proponendogli, in quanto primo dei non eletti alle politiche del 2008, di sostituire De Castro, silurato in Europa, alla carica di senatore della Repubblica, ottenendo così lo scudo dell’immunità parlamentare.
Nel giorno in cui i francesi si presero la Bastiglia, Tedesco si è preso Palazzo Madama. Bella mossa, davvero.
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Commenti
Io direi che prima di gridare allo scandalo, bisognerebbe consultare la legge.
Proviamo a vedere…
1 Il tipo è stato candidato alle europee prima che fosse indagato.
2 Un cittadino candidato rappresenta se stesso in primo luogo.
3 Nel caso sia eletto o comunque è nella lista dei non eletti e nessuno, se non se stesso, può decidere se accede al seggio oppure no.
4 Il Partito Democratico non è un partito dell’opposizione che ha protestato per tutti quelli che sono pregiudicati, condannati, indagati, situati nella sponda destra, quello è Di Pietro e il suo partito.
5 Quindi se non sei di IDV non vedo cosa abbiate da scandalizzarvi.
Ho dimenticato di commentare l’ultima domanda postami, scusandomi, e cioè che penso della vicenda definita impropriamente “De Castro-Tedesco”. Qualcuno prima di me ha già scritto cose sensate e che condivido e cioè che Tedesco si è candididato al parlamento nel 2008 prima di essere indagato e dubito che De Castro si sia candidato al Parlamento Europeo per far posto a Tedesco dimettendosi da Palazzo Madama. Dico questo perchè la ricostruzione che fate è piuttosto tendenziosa come se dietro ci fosse una regia che non vedo. Così come continuo a pensare che ogni cittadino sia innocente fino a sentenza passata in giudicato. Certo Tedesco poteva rinunciare al seggio di Palazzo Madama, non c’è dubbio, e ciò attiene alla sensibilità di ciascuno. Era in lista e nessuno poteva impedirgli dopo le dimissioni di De Castro di entrare in Senato. Se non sbaglio la costituzione ( anche con liste bloccate…ahime mi verrebbe da dire) vieta il vincolo di mandato per gli eletti. Per cui la questione attiene ad una valutazione personale. Ci sono esempi, mi viene in mente l’ex sindaco e ora presidente della Liguria, Burlando che si dimise da sindaco di Genova per un “avviso di garanzia”, nemmeno un rinvio a giudizio nel tempo in cui gli avvisi piovevano quotidianamente. Il Burlando non è stato nemmeno rinviato a giudizio in quella circostanza. Che dire? Che ciascuno sa se politicamente è opportuno che rimanga in carica o meno rispetto ad una indagine ancorchè non giunta nemmeno al rinvio a giudizio. La mia opinione sulla materia, grosso modo quello che è scritto nel Codice Etico del PD, è che a fronte di sentenze passate in giudicato per particolari reati si debbano vietare candidature per cariche elettive o per cariche di partito( noi lo prevediamo ), di fronte a rinvii a giudizio e sensato che il soggetto in questione si dimetta dall’incarico che ricopre anche per difendersi meglio nel processo. A seguito di un indagine nemmeno giunta al rinvio a giudizio ciascuno deve valutare e comunque sarei contrario ad inserire obblighi di dimissioni in maniera sistematica. Attendo e spero di vedere pubblicate le risposte alle 10 domande.





grande marce. ma sul discorso pd grillo???
il sorriso nn mi si cancella più dalla faccia….che grande!